{"id":11580,"date":"2017-03-23T11:30:54","date_gmt":"2017-03-23T11:30:54","guid":{"rendered":"http:\/\/vino.elated-themes.com\/?page_id=7075"},"modified":"2020-05-28T09:02:57","modified_gmt":"2020-05-28T07:02:57","slug":"storia-2","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.labellanotte.it\/wordpress\/storia-2","title":{"rendered":"La Bellanotte"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row css=&#8221;.vc_custom_1492069466896{padding-top: 150px !important;padding-bottom: 150px !important;}&#8221;][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;20px&#8221;]<div class=\"eltdf-section-title-holder\" style=\"text-align: center\">\n\t\t\t<h2 class=\"eltdf-st-title\" style=\"color: #424242\">\n\t\t\t<span>ORIGINI<\/span>\n\t\t<\/h2>\n                    <div class=\"eltdf-st-separator clearfix\">\n                <div class=\"eltdf-separator\" ><\/div>\n            <\/div>\n        \t\t\t<\/div>[vc_empty_space]<div class=\"eltdf-parallax-image\" style=\"height: 450px\">\n\t<img src=\"http:\/\/www.labellanotte.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/3-e1517821514398.png\" alt=\"3\" \/>\n<\/div>[vc_custom_heading text=&#8221;Villa Baselli<br \/>\nLa Villa Baselli, gi\u00e0 Strassoldo, indicata sulle vecchie mappe catastali come la \u201ccasa dei Ronchi\u201d, ma pi\u00f9 comunemente \u00e8 conosciuta con l\u2019appellativo \u201c La Bella Notte\u201d. Questo nome le \u00e8 stato attribuito dopo che un suo proprietario perse e riguadagn\u00f2, in una notte burrascosa, villa e terreni giocandoli d\u2019azzardo. C\u2019\u00e8 pure un\u2019altra versione pi\u00f9 libertina che narra di un appassionato convegno galante di uno Strassoldo con una giovane fanciulla. I bacchettoni la nominavano, infatti, con l\u2019appellativo di \u201cVilla Mala Notte\u201d. Ma come sempre in tali frangenti non \u00e8 chiaro fino a dove tutto corrisponda a verit\u00e0 e dove inizi la fantasia popolare. Il termine \u201cronco\u201d che indica l\u2019ubicazione della villa, \u00e8 riservato alle colline solcate da terrazzamenti. Quello su cui sorge l\u2019edificio in questione si \u00e8 formato nei millenni quando le acque dell\u2019Isonzo lambivano la zona. Per alcuni storici sulla parte superiore della propriet\u00e0, appannaggio degli Strassoldo, si elevava il castello di Farra, presente gi\u00e0 prima del 1000 come possesso degli alti prelati di Aquileia e poi dei conti di Gorizia. Nel 1215 fu distrutto dal conte Mainardo assieme al vicino ponte romano.<br \/>\nLa tenuta fu acquistata per compravendita il 22 aprile del 1695 da Zaccaria von Baselli. Parte venditrice fu la contessa Regina Elisabetta di Strassoldo, nata baronessa von Scharffenberg; il conte Veith (Vito) di Strassoldo concesse l\u2019approvazione in qualit\u00e0 di marito. Il contratto riservava il diritto che venissero concessi al compratore ed ai suoi eredi i distretti di Farra, Grotta e Villanova situati nei possessi degli Strassoldo. Dalle propriet\u00e0 rimasero esclusi una cappella a Villanova, un prato cha apparteneva al conte Orfeo di Strassoldo ed un fabbricato adibito a capanno da caccia. Il prezzo della compravendita fu fissato a 7.100 fiorini. La famiglia dei conti Strassoldo \u2013 Villanova era presente a Farra gi\u00e0 dal 1377 quando le fu affidata la giurisdizione civile e criminale del luogo da parte del patriarca di Aquileia Marquardo di Randek. Essa esercit\u00f2 tale diritto fino al periodo della rivoluzione francese, che segn\u00f2 la fine di ogni privilegio. Durante l\u2019epoca napoleonica i conti di Strassoldo del ramo di Villanova si trasferirono a Gorizia. Il ramo di Farra invece si estinse con la morte dell\u2019ultimo suo esponente, il conte Filippo Antonio (1739-1813), il quale studi\u00f2 al Collegio Germanico-Ungarico a Roma e nel 1762 fu ordinato sacerdote. La villa \u00e8 facilmente visibile dalla statale che conduce a Gradisca d\u2019Isonzo. Per raggiungerla bisogna attraversare un ponticello posto sopra il canale costruito nel 1529 su progetto dell\u2019ing. veneziano Francesco Diana che, convogliando acqua dell\u2019Isonzo, alimentava il fossato della fortezza di Gradisca d\u2019Isonzo. Nei pressi del ponticello fu posto nel 1742, per volere di Nicol\u00f2 Francesco de Baselli, un capitello contenente la statua di San Giovanni Napomuceno, il Santo chiamato anche \u201cS. Giovanni delle acque\u201d. Egli fu fatto decapitare nel 1383 per ordine del re Venceslao, oppositore della religione cristiana, e gettato nelle acque della Moldava. Da allora nei pressi dei ponti si pu\u00f2 vedere la sua effigie a protezione di tutti coloro che lavorano sui fiumi. Nel 1989 la statua ed il simulacro vennero restaurati e benedetti dall\u2019Arcivescovo Padre Antonio Vitale Bommarco, che celebr\u00f2 una messa nella chiesetta della villa, riconsacrata dall\u2019allora vescovo di Trieste mons. Antonio Santin. Come ogni antico palazzo che si rispetti anche la villa Baselli \u00e8 segnata da un velo di mistero: Giuseppe Marcotti nel suo romanzo \u201cIl conte Lucio\u201d, nel quale racconta la terribile morte della contessa Eleonora di Madrisio (Ungrispach) per mano del di lei cugino Nicol\u00f2 conte di Strassoldo, nomin\u00f2 la villa come l\u2019abitazione di un ambiguo individuo cattivo consigliere dello Strassoldo, identificato semplicemente con il nome di \u201cconte Trifone\u201d. Attualmente la villa \u00e8 propriet\u00e0 della signora Giuliana Guadagni.<br \/>\nTesto tratto dal libro:<br \/>\n1001 Gorizia 2001<br \/>\nNobilt\u00e0 della contea \u2013 Palazzi, castelli e ville a Gorizia, in Friuli e in Slovenia<br \/>\ndi Giorgio Geromet e Renata Alberti<br \/>\nEdizioni della Laguna&#8221; font_container=&#8221;tag:p|font_size:15|text_align:left&#8221; google_fonts=&#8221;font_family:ABeeZee%3Aregular%2Citalic|font_style:400%20regular%3A400%3Anormal&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_content_width=&#8221;grid&#8221; content_text_aligment=&#8221;center&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;249&#8243; img_size=&#8221;medium&#8221; alignment=&#8221;right&#8221; style=&#8221;vc_box_shadow_border_circle&#8221; css_animation=&#8221;none&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;211&#8243; img_size=&#8221;medium&#8221; alignment=&#8221;right&#8221; style=&#8221;vc_box_shadow_border_circle&#8221; css_animation=&#8221;none&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;243&#8243; img_size=&#8221;medium&#8221; alignment=&#8221;right&#8221; style=&#8221;vc_box_shadow_border_circle&#8221; css_animation=&#8221;none&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row content_text_aligment=&#8221;center&#8221;][vc_column][vc_empty_space]<div class=\"eltdf-section-title-holder\" style=\"text-align: center\">\n\t\t\t<h2 class=\"eltdf-st-title\" style=\"color: #232323\">\n\t\t\t<span>STORIA<\/span>\n\t\t<\/h2>\n                    <div class=\"eltdf-st-separator clearfix\">\n                <div class=\"eltdf-separator\" style=\"margin-top: 10px\"><\/div>\n            <\/div>\n        \t\t\t\t<h4 class=\"eltdf-st-subtitle\" style=\"color: #161616\">\n\t\t<span>Era Guadagni - Benassi<\/span>\n\t\t<\/h4>\n\t\t<\/div>[vc_empty_space][vc_custom_heading text=&#8221;Il legame tra le famiglie Guadagni-Benassi e la terra del Friuli va indietro negli anni e risale alla seconda guerra Mondiale. Uno zio della famiglia Benassi, Ezio, era stato soldato e aveva fatto la guerra in Friuli. Molti anni dopo la fine della guerra, durante una delle consuete visite annuali per il 4 Novembre al Sacrario di Redipuglia, il signor Ezio riesce a ritrovare il luogo che era rimasto impresso nella sua memoria: una cantina nella zona di Cormons, Roncada, dove aveva visto scritto sulle botti di legno la scritta: \u201cvino per gli italiani\u201d. Cos\u00ec nacque l\u2019amicizia tra Ezio e Antonio con suo figlio Corrado che abitavano in quel borgo.<br \/>\nSuccessivamente il Signor Ezio Benassi port\u00f2 a visitare questi luoghi i suoi fratelli e le figlie e cos\u00ec i rapporti continuarono anche nelle generazioni future: il fratello Valentino con suo figlio Piero e la moglie, la signora Giuliana Guadagni, con la figlia di Corrado ed il marito.<br \/>\nNel 1982 l\u2019azienda ormai dismessa viene acquistata dal Cav. Benassi e la moglie, la Signora Giuliana Guadagni. I Signori, che provengono da un altro settore ma con radici storiche di cultura contadina, dedicano il proprio cuore\/amore nel restauro sia architettonico che eno-tecnico dell\u2019azienda. Passati tre anni, nel 1985, l\u2019azienda riprende la propria attivit\u00e0 di produzione e vendita di vini sfusi (700hl annui) grazie anche al caro amico friulano Luciano che, insieme ai nuovi proprietari, si dedica anima e corpo nella conduzione della nuova azienda agricola \u201cLa Bellanotte\u201d.<br \/>\nL\u2019azienda ingrana subito una quinta marcia e distribuisce tutto il prodotto in Toscana, terra d\u2019origine dei nuovi proprietari e patria per eccellenza del buon vino.<br \/>\nNel 1987 l\u2019azienda inizia ad imbottigliare una parte del prodotto \u2013 circa 10mila bottiglie annue \u2013 su esplicita richiesta di alcuni clienti, che ne hanno cos\u00ec l\u2019esclusiva nella mitica Versilia degli anni \u201980. Anno per anno le richieste sono andate aumentando sempre pi\u00f9, arrivando alla met\u00e0 degli anni \u201990 all\u2019imbottigliamento su prenotazione di circa 25mila bottiglie.<br \/>\nNel 2000 si abbatte un grosso temporale sull\u2019azienda: viene a mancare l\u2019amico Luciano spento da un\u2019improvvisa ma letale malattia che, essendo ormai il cuore dell\u2019azienda, la lascia in balia di una profonda crisi tanto da portare i proprietari, tornati in Toscana, a pensare di doverla cedere.<br \/>\nFu il loro primogenito Paolo, poco pi\u00f9 che venticinquenne, grande appassionato del vino e del mondo che lo circonda, che si addoss\u00f2 la grandissima responsabilit\u00e0 di provare a rimettere insieme una bellissima realt\u00e0, fatta di sforzi ma anche di soddisfazioni, che rischiava di svanire per sempre.<br \/>\nCos\u00ec ha inizio la nuova era della \u201cBellanotte\u201d!!! Paolo coinvolge lo studio \u201cVinoVigna\u201d, cui fa capo l\u2019amico ed enologo Claudio Gori, nell\u2019ambiziosa avventura di far nascere dei bambini (cos\u00ec Paolo ama definire i suoi vini) che ambiscano a far parlare di loro, un po\u2019 vanitosi\u2026come le belle donne che hanno sempre animato la vita nella storia seicentesca della Bellanotte fatta d\u2019amori, sotterfugi e giochi d\u2019azzardo!!!<br \/>\nCon \u201cVinoVigna\u201d nel 2000 inizia subito un grande lavoro che, come evidenzia lo stesso nome, incomincia nel vigneto per poi passare alla trasformazione ed arrivare in cantina; ad oggi \u201cLa Bellanotte\u201d ha otto ettari vitati e produce circa 50mila bottiglie.<br \/>\nIn vigna si inizia con la tiratura a tralcio unico e si introduce la potatura verde, sentita come una \u201cbestemmia\u201d per chi lavora la terra da anni con il concetto di massima produzione dal momento in cui gli viene chiesto di passare ad una produzione massima per ceppo di un chilo.<br \/>\nNel ciclo di raccolta e trasformazione si torna alla raccolta manuale in cassetta e si acquistano macchine di nuova concezione per la trasformazione. In cantina si inizia un controllo meticoloso dell\u2019igiene, della pulizia delle vasche e della cantina stessa; vengono anche introdotti una serie di controlli e di analisi sui mosti e successivamente anche sui vini.<br \/>\nLa domanda rivolta a Paolo \u201csostanzialmente cos\u2019\u00e8 cambiato?\u201d ci ha lasciati a bocca aperta\u2026\u201cNiente!!! Abbiamo solo rivisto ed affinato le tecniche ed i metodi che iniziano nella vigna e finiscono quando il vino viene imbottigliato. La parte pi\u00f9 dura \u00e8 stata parlare con la gente che lavora in campagna da sempre e spiegar loro che una vite che porta solo un chilo di bacche non \u00e8 da considerarsi malata ma anzi, la madre di un\u2019opera d\u2019arte!!! Per concludere\u2026 vorrei una volta io permettermi di criticare i critici! Credo che molte persone, e questo non vuol dire tutti, quando sono di fronte ad una bottiglia devono smetterla di volervi trovare per forza di cose dei difetti, ma riuscire a vederne anche la parte buona, cosa che invece spesso \u00e8 saltata a priori, ma soprattutto essere umili, poich\u00e9 bisogna ricordarsi che dietro ad una bottiglia ci sono sempre storie di vita, passione e lavoro duro perch\u00e9 per poter creare una bottiglia di vino c\u2019\u00e8 un percorso che dura anni di intenso lavoro. Con questo non voglio togliere niente a nessuno, in quanto fortunatamente abbiamo ottimi degustatori e bevitori che riescono ad apprezzare i prodotti del nostro splendido paese, ma vorrei solo indurre tutti noi ad una riflessione che possa allungare il tempo che trascorre tra la degustazione di un vino e il momento in cui apriamo la bocca\u2026\u201d<br \/>\nVorrei davvero finire esprimendo un mio pensiero che amo sempre ricordare \u201cnon esiste un gran vino che non porti dentro di se una vena di poesia, senza poesia i vini diventano piatti e insignificanti, senza poesia i vini muoiono\u201c<br \/>\nPaolo<br \/>\n&#8221; font_container=&#8221;tag:p|font_size:15|text_align:justify&#8221; google_fonts=&#8221;font_family:ABeeZee%3Aregular%2Citalic|font_style:400%20regular%3A400%3Anormal&#8221;][vc_empty_space][\/vc_column][\/vc_row][vc_row content_text_aligment=&#8221;center&#8221;][vc_column el_id=&#8221;justify&#8221;]\n<div id=\"rev_slider_3_1_wrapper\" class=\"rev_slider_wrapper fullwidthbanner-container\" data-source=\"gallery\" style=\"margin:0px auto;background:transparent;padding:0px;margin-top:0px;margin-bottom:0px;\">\n<!-- START REVOLUTION SLIDER 5.4.5.2 auto mode -->\n\t<div id=\"rev_slider_3_1\" class=\"rev_slider fullwidthabanner\" style=\"display:none;\" data-version=\"5.4.5.2\">\n<ul>\t<!-- SLIDE  -->\n\t<li data-index=\"rs-6\" data-transition=\"fade\" data-slotamount=\"default\" data-hideafterloop=\"0\" data-hideslideonmobile=\"off\"  data-easein=\"default\" data-easeout=\"default\" data-masterspeed=\"300\"  data-rotate=\"0\"  data-saveperformance=\"off\"  data-title=\"Slide\" data-param1=\"\" data-param2=\"\" data-param3=\"\" data-param4=\"\" data-param5=\"\" data-param6=\"\" data-param7=\"\" data-param8=\"\" data-param9=\"\" data-param10=\"\" data-description=\"\">\n\t\t<!-- MAIN IMAGE -->\n\t\t<img src=\"http:\/\/www.labellanotte.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/az1.jpg\"  alt=\"\" title=\"az1\"  width=\"1920\" height=\"1280\" data-bgposition=\"center center\" data-bgfit=\"cover\" data-bgrepeat=\"no-repeat\" class=\"rev-slidebg\" data-no-retina>\n\t\t<!-- LAYERS -->\n\t<\/li>\n\t<!-- SLIDE  -->\n\t<li data-index=\"rs-7\" data-transition=\"fade\" data-slotamount=\"7\" data-hideafterloop=\"0\" data-hideslideonmobile=\"off\"  data-easein=\"default\" data-easeout=\"default\" data-masterspeed=\"300\"  data-rotate=\"0\"  data-saveperformance=\"off\"  data-title=\"Slide\" data-param1=\"\" data-param2=\"\" data-param3=\"\" data-param4=\"\" data-param5=\"\" data-param6=\"\" data-param7=\"\" data-param8=\"\" data-param9=\"\" data-param10=\"\" data-description=\"\">\n\t\t<!-- MAIN IMAGE -->\n\t\t<img src=\"http:\/\/www.labellanotte.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/az2.jpg\"  alt=\"\" title=\"az2\"  width=\"1920\" height=\"1280\" data-bgposition=\"center center\" data-bgfit=\"cover\" data-bgrepeat=\"no-repeat\" class=\"rev-slidebg\" data-no-retina>\n\t\t<!-- LAYERS -->\n\t<\/li>\n<\/ul>\n<div class=\"tp-bannertimer tp-bottom\" style=\"visibility: hidden !important;\"><\/div>\t<\/div>\n<script>var htmlDiv = document.getElementById(\"rs-plugin-settings-inline-css\"); 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Se dovessi paragonarla ad un vino sceglierei il Cabernet Franc che, quando lo porti al naso, ti prepara a qualcosa di molto difficile da domare ma poi, in bocca, ti sorprende con la sua morbidezza, la sua dolcezza ed il suo savoir-fair.<br \/>\nFrancesco Mreule \u00e8 il cantiniere, classe 1987,\u00a0 nel 2010 entra a far parte dell\u2019Azienda\u00a0 la Bellanotte.<br \/>\nQuando chiediamo a Paolo di parlarci di lui ci dice: \u201cun uomo semplice, umile, che ancora crede nei veri valori e nella poesia che serve per fare un buon vino!! Testardo quanto basta per essere un grande collaboratore senza il quale sarebbe difficile essere cresciuti fino a farci conoscere ormai in tutto il mondo!!\u201d&#8221; font_container=&#8221;tag:p|font_size:15|text_align:justify&#8221; google_fonts=&#8221;font_family:ABeeZee%3Aregular%2Citalic|font_style:400%20regular%3A400%3Anormal&#8221; css_animation=&#8221;none&#8221;][vc_empty_space height=&#8221;55px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;55px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row css=&#8221;.vc_custom_1492069466896{padding-top: 150px !important;padding-bottom: 150px !important;}&#8221;][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;20px&#8221;][vc_empty_space][vc_custom_heading text=&#8221;Villa Baselli La Villa Baselli, gi\u00e0 Strassoldo, indicata sulle vecchie mappe catastali come la \u201ccasa dei Ronchi\u201d, ma pi\u00f9 comunemente \u00e8 conosciuta con l\u2019appellativo \u201c La Bella Notte\u201d. 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